Innovazione, Politica, Rete: che fare?

12 Maggio 2008

 Delle ragioni della sconfitta, in Italia e a Roma, si è già detto tanto e credo che poco si possa aggiungere, ragioni che toccano il rapporto con tutti i cittadini e con quelli in particolare che nel 2006 avevano votato centrosinistra: errori del governo Prodi, errori di tattica politica durante la crisi, errori nella scelta delle candidature, errori nella comunicazione, errori nel varo troppo burocratico e “vecchio” di un partito che anche ha iniziato a disputarsi le poltrone già nell’assemblea costituente, errori nel non estendere il vero dibattito del PD fuori da poche stanze, …. Ho provato a pensare una sintesi, e mi vengono in mente due grandi carenze: coraggio e innovazione. Coraggio di attuare le scelte che si pensavano “giuste”, innovazione per cambiare la situazione e l’agire politico. Quell’innovazione che giustifica e concretizza il nostro pensare di “essere diversi” dal centrodestra ed estranei al degrado politico italiano. E la nostra esperienza, da “promulgatori” dei temi dell’innovazione, delle nuove tecnologie invisibili, dell’innovazione pervasiva?  Credo si possa e si debba fare un bilancio per poter rispondere alla classica domanda del “che fare”, sapendo che la risposta che ci serve non è consolatoria. Sappiamo che l’innovazione non era un tema clou prima delle elezioni e le cose fatte dal governo Prodi erano un segnale positivo, ma comunque sempre sotto la sufficienza complessiva. Non potevamo dirci soddisfatti.Eppure, il bilancio che credo si possa trarre dalla sconfitta elettorale è ancora peggiore, come tendenza: l’innovazione è iniziata ad apparire nei programmi con un certo risalto (più a Roma meno nelle elezioni politiche), ma di fatto il peso specifico che questo tema ha avuto nella campagna elettorale è stato vicino allo zero. E questo è un indizio per come sarà sviluppato nei prossimi 5 anni (il fatto che Stanca non ha finora trovato posto è un secondo indizio).Quindi è da qui che bisogna partire. Che fare?Direi che la situazione è così critica che non c’è un solo percorso di azione, ma ce ne sono diversi da sviluppare parallelamente:·         verso il governo Berlusconi. È evidente che qualsiasi azione non possa che prevedere comunque un’attenzione critica costante verso l’operato del governo sui temi dell’innovazione. È altrettanto chiaro che l’attenzione non possa essere rivolta solo verso il ministero di Brunetta, ma che la critica serrata debba essere su tutti i ministeri per come viene trattato il tema dell’innovazione. Ma come portare avanti questa critica rispetto all’azione del PD?·         verso il PD. La formazione del governo ombra fa sì che un riferimento obbligato sia Linda Lanzillotta. Ma il tema dell’innovazione è più ampio. Deve essere capito come tale e diventare pervasivo nell’agire politico. La Rete potrebbe porsi come interlocutore anche culturale sui temi dell’innovazione. Penso ad iniziative come seminari, incontri, iniziative interne per la sensibilizzazione dei vari esponenti del PD sulle diverse aree di applicazione delle nuove tecnologie (una “Scuola per l’Innovazione del PD”?). La Rete anche come task force sull’innovazione al servizio delle iniziative politiche del PD e del governo ombra;·         nell’agire politico. Un contributo cruciale è quello che possiamo dare sull’innovazione dell’agire politico. Penso all’attuazione costante e visibile di iniziative di progettazione partecipata, alla valorizzazione delle esperienze che vanno in tal senso, al coinvolgimento delle forze della società ed esterne al PD su temi concreti, su iniziative che toccano i diversi settori di governo della nostra società. E questa innovazione politica dobbiamo portarla come segno distintivo del nostro agire, anche nel PD;·         nel rapporto con il territorio. Scegliamo su ciascun territorio alcune iniziative “simbolo” del nostro agire. Poche ma importanti iniziative concrete su temi percepiti localmente come critici;·         nel rapporto con l’industria dell’ICT. Non è un nostro obiettivo la salute delle aziende italiane ICT, ma può essere un effetto dell’attuazione delle politiche che andiamo promuovendo. Diamo enfasi a questo. Cerchiamo di essere interlocutori di riferimento perché gli interessi alla fine convergono, e il probabile fallimento del governo sul tema dell’innovazione non potrà che spingere le aziende del settore a cercare interlocutori anche nell’opposizione. 

7 motivi per governare Roma

17 Aprile 2008

1- La vittoria della Lega sposta l’asse decisionale verso il nord; se anche Roma venisse conquistata dal centrodestra rischierebbe di finire in serie B. Altro che buche, allora! Quello che Roma ha saputo rappresentare in questi anni (crescita dell’8%, bassa disoccupazione….) dove andrebbe a finire?
Sotto questo profilo Rutelli rappresenta una garanzia, anche in termini di bilanciamento del potere: Roma deve restare in serie A e deve essere governata facendo scudo ai sicuri tentativi leghisti di minarne la posizione primaria che in quindici faticosi anni si è conquistata.

2- Alemanno ha difeso situazioni indifendibili, cavalcando tutte le proteste possibili, da quella contro il termovalorizzatore a quella dei tassisti romani: è l’esempio vivente della filosofia del not in my backyard.
Rutelli sa bene che, se oggi si vuole andare avanti e si vuole difendere i cittadini, bisogna abolire un po’ di privilegi e fare scelte coraggiose, anche in campo ambientale ed energetico.

3- Alemanno è un uomo capace e simpatico, ma non è un moderato. Le sue convinzioni sono ancora quelle di quindici anni fa, si sente “nero” nell’anima e nei sentimenti. Questo determina il fatto che il suo modo di concepire l’amministrazione è essenzialmente populista e non concreto: parla alla “pancia” promettendo cibo che non sa neanche lui come procurarsi.
Rutelli ha cambiato le sue posizioni rispetto al passato e lo ha fatto anche alienandosi le simpatie di molti mondi. Ma ha avuto la coerenza di dichiararle fino in fondo e di non utilizzarle a fini personali, mostrando quindi di sapersi adeguare al mondo che cambia.

4- Alemanno è contro la tecnologia, almeno ideologicamente. Nel suo intimo è un ecologista di destra, contrario ai termovalorizzatori, non particolarmente a suo agio con chi fa impresa, con profonde difficoltà a considerare la rete come qualcosa di diverso da un megafono di protesta.
Rutelli ha sempre dimostrato di considerare la tecnologia non come una nicchia, bensì come il mezzo fondamentale per cambiare in meglio la vita delle persone. La Rete diventa lo strumento principale per governare e per iniettare qualità della vita nella città. Basterebbe solo questo, a noi, per
sceglierlo come sindaco.

5- Alemanno ha saputo usare gli strumenti partecipativi della rete in modo molto efficace, ma è privo di un progetto che metta insieme le tecnologie e la qualità della vita. L’approccio è, ancora una volta, anche per quanto riguarda la Rete, populista e non legato a specifiche e concrete misure da prendere.
Rutelli ha pensato a 50 progetti concreti, uno dietro l’altro, da mettere in fila durante il suo mandato e che usino le nuove tecnologie della rete per fare di Roma la città più moderna d’Europa.

6- Alemanno ha già un posto da ministro, anzi voci di corridoio lo descrivono abbastanza infastidito dal fatto di dover assistere alla pubblicazione di liste di ministri dove il suo nome è messo tra parentesi.
Per Rutelli si è sottolineato poco il coraggio con il quale ha deciso di puntare tutte le sue carte sulla città dove è nato, prendendosi un rischio politico non indifferente e tornando a fare una cosa che aveva già fatto. Con sette anni di esperienza in più.

7- La faccia pulita di Alemanno nasconde qualche neo. Uno staff non preparato a gestire la cosa pubblica, un sistema che non sa come funziona la macchina amministrativa locale, verosimilmente una scelta di assessori e dirigenti che dovrà essere fatta all’ultimo momento, cercando di dar luogo ad alchimie improbabili.
Rutelli ha esperienza e maturità oltre ad uno staff di grandissimo livello che lavora con lui. Non solo: sui contenuti le persone che stanno attorno a lui rappresentano oggi quanto di meglio Roma può esprimere. Nel nostro piccolo la nostra azione sui temi dell’innovazione tecnologica lo dimostra.

Se amiamo la nostra città e siamo orgogliosi di essere cittadini romani, se pensiamo che la competenza sia un valore, se non ci facciamo abbindolare dall’ideologia e cerchiamo di rimanere coi piedi per terra, se proviamo a dare alla protesta una valenza costruttiva e a non cavalcare ogni negatività, ebbene ciò può condurre ad una sola conclusione. E’ per questo che per il bene di tutti noi dobbiamo fare di tutto affinché il nuovo sindaco di Roma sia Francesco Rutelli.

Un Giubileo per l’innovazione

12 Aprile 2008

Forse è davvero la grande occasione che aspettavamo da tempo; oggi le nuove tecnologie dell’informazione sono pronte per fare il grande salto e passare da puri e semplici strumenti di supporto al lavoro ai motori della trasformazione sociale. La nostra società non è ancora una società dell’informazione, ma una vecchia struttura sociale con molta tecnologia al suo interno: il nostro obiettivo è usare le tecnologie non più per aumentare la quantità di gadget nelle case e negli uffici, ma per migliorare la vita quotidiana e compiere il passaggio ad una compiuta società dell’informazione. Come? Applicandole ai campi che abbiamo evidenziato nei punti programmatici, mobilità, sicurezza, ambiente, accessiblità, energia. Ma soprattutto operando per progetti, per obiettivi chiari e definiti, da perseguire con grande entusiasmo e motivazione, da comunicare e da tenere sempre vivi nella mente di tutti. Un po’ come fu per il Giubileo: Roma cambiò faccia perchè c’era una scadenza da rispettare, perchè quella scadenza non poteva essere procrastinata e le cose da fare erano da fare punto e basta. Ecco, noi dovremmo fare la stessa cosa: pensare all’innovazione come al grande obiettivo e alla grande scadenza per la città, focalizzandoci sui progetti e definiendo i risultati da raggiungere. Ecco,  l’innovazione può essere il nuovo Giubileo che trasformerà Roma da città che “arranca” sulla tecnologia, a metropoli moderna e globale, esempio per gli altri e luogo di attrazione ancora di più di quanto lo sia oggi. Per fare questo, oltre alla volontà politica, ci vuole anche tanta tenacia e convinzione, quella che a Roma si chiama “tigna”. Ebbene questa “tigna” noi ce l’abbiamo: soprattutto siamo convinti che, su questa partita, non si potranno accettare soluzioni a metà. Dobbiamo fare tutto, dobbiamo farlo subito e dobbiamo farlo bene. Rutelli è un grande uomo politico e sa che su questi temi si può giocare una partita fondamentale, quindi in bocca al lupo Francesco, diventa sindaco affinchè, come tu stesso hai detto, Roma sia la città più tecnologica del mondo e noi si possa continuare ad essere orgogliosi di viverci.

Wiki!

10 Aprile 2008

Sulla base del documento già stampato, abbiamo aperto un WIKI: un cantiere di discussione che si sta evolvendo in progress.

Vi troverete alcuni punti più sviluppati di altri, non per scelta gerarchica delle priorità, ma per via della spinta di alcuni che hanno partecipato più di altri alla discussione on line. Possono intervenire solo i partecipanti al nostro gruppo di lavoro ma lo rendiamo ora pubblico a tutti.

E’ inoltre evidente come ciò che definiamo Innovazione tende a permeare pressochè tutti i settori dell’iniziativa politica e amministrativa. E’ per questo che è doveroso tendere all’INTEROPERABILITA’. E’ un dato di metodo innovativo che sottende l’idea stessa di politica. Quel wiki ne testimonia il processo.

A proposito sapete che significa Wiki? In hawaiano significa veloce.

Un wiki va usato come un veloce quaderno d’appunti condiviso, per mettere a punto il dossier già presentato alla conferenza del 21 marzo. Il fatto è che il mondo esterno è sempre + veloce di noi e dei nostri wiki. E questo fine settimana elettorale ha un piano sempre + inclinato.

Like a rolling stone.

Detto ciò appena troviamo il tempo lavoriamoci su. Servirà. Servirà alla città.

Roma Creativa

10 Aprile 2008

Il futuro di un Paese si misura sulla capacità del sistema di stimolare il potenziale creativo delle nuove generazioni. E quella creatività riguarda fondamentalmente l’ambientamento nei nuovi assetti psicologici e comunicativi create dall’evoluzione tecnologica in atto (è sempre accaduto, cambiano le tecnologie).

Le generazioni-ponte devono però creare le condizioni adeguate perché questo accada, perché un Paese che non scommette sul proprio futuro è un Paese che non ha prospettive ed è destinato ad invecchiare.

Sembra proprio che sia il caso del sistema Paese Italia dove molti pensano che la creatività sia come un diploma da attaccare sulle pareti del proprio studio professionale. Fermo, immutabile.

Eppure tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita.

Continua »

L’ultima settimana della campagna elettorale

6 Aprile 2008

Segnaliamo qui, commentando a questo post, i vari eventi che tendo ad accavallarsi con ritmo esponenziale in questa ultima settimana di campagna elettorale.

Commentate direttamente, magari linkando ai blog di riferimento o a siti pertinenti o ad altre risorse informative da pubblicare on line (sia locandine in pdf sia altri documenti d’approfondimento.

Abbiamo anche una pagina APPUNTAMENTI, ma comporta un’attività di redazione che non corrisponde pienamente alle prerogative di questo blog (che tende ad essere il più possibile web 2.0, ovvero generato dai suoi utenti). Tra qualche giorno pubblicheremo poi un wiki con i Punti d’Iniziativa sviluppati intorno alle tag: le parole chiave di RomaInnovazione.

Copriamo le buche… della Rete

6 Aprile 2008

Ieri a Casal Monastero (V Municipio).

Un gazebo in un parco giochi, poca gente all’inizio, poi sempre di più, sino a che si viene a formare un capannello di una sessantina di persone, mamme coi figli piccoli che giocano sugli scivoli, anziani che prendono aria in un bella giornata di sole.

Tommaso Caldarelli (www.unbelquartiere.it), candidato per la lista civica nel V municipio, organizza un piccolo incontro sul tema della banda larga nei quartieri dove questa non arriva; all’incontro partecipa anche il Presidente del Municipio, Ivano Caradonna.

Continua »

24×7: Scuole Aperte, tutti i giorni, tutto il giorno

6 Aprile 2008

Ieri al convegno su Innovazione e Scuola è intervenuto Nello Iacono, candidato al Comune del PD, (http://innovareroma.blogspot.com/) insieme a Paolo Zocchi, Silverio Carugo, rettore di Didasca (www.didasca.it) e Angela Nava, presidente del coordinamento genitori democratici (www.genitoridemocratici.it) .

Il tema è di quelli non semplici; la scuola ha un rapporto complicato con l’innovazione tecnologica, spesso sbagliato.

Si pensa troppo spesso ad inzeppare di tecnologie le scuole (non riuscendoci peraltro) e molto meno a considerarle come dei luoghi di produzione di cultura attraverso le tecnologie.

Continua »

Report Video della Conferenza del 21 marzo

5 Aprile 2008

Fare dei Punti-Argomenti le parole chiave-TAG

3 Aprile 2008

Il tempo è sempre più accelerato ed è arduo trovarlo per fissare le ragioni e dargli forma. Questo blog può aiutarci a disperdere meno le informazioni che vorremmo elaborare al meglio, per indirizzarle verso le decisioni della politica, magari sollecitate, condivise e implementate, dai pareri del commentario.

Una delle proposte che sono emerse, sia nel blog sia negli incontri, è quella di attivare un wiki per strutturare un documento collaborativo più agile, sulla base dei Punti già pubblicati (qui a fianco, in pdf) e diffusi in occasione della conferenza del 21 marzo (accanto trovi il report audio). Un’ipotesi è quella di selezionare i Punti più caldi sulla base delle proposte e dei commenti pertinenti.

Lavoriamo perchè accanto alla Società dei Saperi trovi luogo una Società dei Pareri.

Qualcosa di significativo è già accaduto a proposito della tag Roma Sicura.

A proposito i Punti-Argomenti che intendiamo far muovere nel blog come delle parole chiave-TAG sono per ora questi:

  • Roma Connessa (3)
  • Roma Consapevole (3)
  • Roma Mobile (2)
  • Roma Partecipata (2)
  • Roma Sicura (2)
  • Roma Sostenibile (1)
  • Roma Usabile (4)
  • Valutiamo l’ipotesi di trasformarli e di aggiungerne altri.

    Al momento sono in gestazione: Roma Solare, per il lancio di una forte campagna sul fotovoltaico, e Roma Operosa (o Roma Competitiva o Roma Ricerca, per esplicitare la connessione, da sollecitare con determinazione, tra Impresa, Ricerca e Innovazione Tecnologica)

    100 spazi pubblici digitali

    2 Aprile 2008

    Il Digital Divide non è un problema che affligge solo il mondo meno ricco ma è presente anche nella nostra città e provincia.

    Interi settori della popolazione, per motivi di età, di collocazione geografica e distribuzione sul territorio o per ragioni di ordine economico non hanno le conoscenze o le possibilità materiali di accedere all’uso delle nuove tecnologie.

    Per non lasciare da parte queste persone e combattere il divario fra chi “sa” e chi “non sa”, e perché il grado di benessere e di sviluppo (anche economico) di un’area dipende anche dalla coesione e dall’inclusione di tutti i suoi cittadini, serve una forte azione della pubblica amministrazione ed in particolare del Comune e della Provincia di Roma.
    Continua »

    Un blog per mettere a punto i Punti d’Iniziativa

    30 Marzo 2008

    La conferenza del 21 marzo sull’Innovazione a Roma ha messo in gioco un piano articolato in 50 punti d’iniziativa (il documento in pdf è scaricabile qui di lato) su cui è opportuno confrontarci, per mettere a punto sia le riflessioni teoriche sia le azioni conseguenti.

    E’ per sviluppare un dibattito pertinente che nasce questo blog basilare, funzionale ad ordinare le idee per la campagna elettorale da giocare, ma anche dopo, per approfondire i temi che abbiamo a cuore per il futuro di Roma.
    Sul sito del Comitato Rutelli viene rilanciata la notizia.

    Le nuove tecnologie per una nuova qualità della vita metropolitana

    29 Marzo 2008

    Roma è città di stratificazioni; la storia, al tempo stesso il più riconoscibile elemento della città, rende tuttavia complesso immaginarla come tessuto ideale dei processi di innovazione. L’innovazione, infatti, non sempre si adatta alle stratificazioni ma spesso, per sua natura, procede per salti e opportunità.
    La grande occasione di Roma è quindi quella di pensarsi diversa, non più solo attraverso la ricchezza della sua millenaria stratificazione archeologica e storica, bensì capace di un leapfrog, un salto che consenta di superare gli ostacoli in una volta sola e di proiettare direttamente la propria immagine di metropoli globale nella società dell’informazione.

    Continua »

    Roma Connessa

    29 Marzo 2008

    Roma ha bisogno di un’infrastruttura affidabile e completa per dare vita ad una filiera di servizi innovativi al servizio della qualità della vita dei cittadini. Non è un traguardo difficile da raggiungere, ma richiede capacità gestionale e grande capacità organizzativa. Malgrado quello che si può pensare la rete c’è, esiste per la gran parte del territorio cittadino e va solo “interconnessa”. In altre parole basta un piccolo sforzo per coprire i “buchi” rimasti, ed ecco che le autostrade digitali diventeranno molto più lisce di qualsiasi asfalto; e senza timore di deteriorarsi. Continua »

    Roma Consapevole

    28 Marzo 2008

    L’innovazione è un pesce che nuota nel mare dell’informazione; senza un’informazione consapevole nessun processo innovativo può avere successo. L’obiettivo finale dunque, quello che può dare successo ad un grande progetto di sviluppo locale basato sulle nuove tecnologie, è quello di formare, comunicare, ma soprattutto aumentare il livello della partecipazione della cittadinanza alle scelte e all’uso delle tecnologie diffuse in città. Conoscere significa poter sfruttare al meglio ciò che esiste per migliorare la propria qualità della vita. E soprattutto condividere un percorso che si è contribuito a determinare.

    Continua »

    Roma Sicura

    28 Marzo 2008

    Le stazioni devono diventare oasi della sicurezza; in primo luogo, dunque, si tratta di eliminare le zone non presidiate (“terre di nessuno”) e di unificare i controlli, cablare in wi-fi tutte le aree dentro e attorno alle stazioni e utilizzare la videosorveglianza con i più sofisticati sistemi di riconoscimento e di allarme; in queste zone dovranno essere disponibili punti di accesso e totem di informazione sui servizi, collegamento a forza dell’ordine, segnalazioni, etc… completando il lavoro che già si sta facendo con l’installazione di telecamere. La terra di nessuno delle stazioni e delle fermate deve dunque diventare un’oasi della sicurezza.

    Ma un luogo non è necessariamente più sicuro per il fatto che apparati wi-fi sono collegati a sistemi di allarme real time verso una centrale operativa, bensì perché questi sistemi sono accompagnati in quei luoghi da negozi, spazi sociali, illuminazione….. Unire i due sforzi significa portare sicurezza ovunque.

    Roma Usabile

    28 Marzo 2008

    La città della Rete deve essere prima di tutto amichevole, vicina, facile da usare, soprattutto dal punto di vista del rapporto con l’amministrazione (e-government). La tecnologia non solo permette di non fare più code agli sportelli, ma soprattutto di non dover andare da uno sportello all’altro, neanche virtualmente. L’obiettivo è fare in modo che il cittadino possa trovare su Internet, attraverso il portale del Comune di Roma, tutto quello che, almeno a livello informativo, a lui serve nel rapporto con la Pubblica Amministrazione generalmente intesa. Questo corrisponde al grande obiettivo, più volte dichiarato, ma mai attuato, del “federalismo digitale”.

    Continua »

    Roma Mobile

    28 Marzo 2008

    Tre quarti della popolazione europea vive in aree urbane dove si svolge circa un terzo del totale dei chilometri percorsi ogni anno. Il sistema della mobilità è ormai obsoleto ed insostenibile: a causa di ciò ogni anno l’economia europea perde il 2% del PIL dell’UE. A livello locale un aumento della velocità media di 2km orari dei mezzi di trasporto pubblico di superficie avrebbe come effetto immediato un risparmio netto per il Comune di Roma sul contratto di servizio del TPL di qualche decina di milioni di euro.A questo va aggiunto che la mobilità è senza dubbio fra i bisogni primari e che pertanto la congestione e la non fruibilità del sistema sono uno dei fattori di esclusione sociale. Il tema della mobilità nelle città va affrontato quindi secondo un approccio integrato ponendo l’accento sempre più sul tema della condivisione dei servizi (co-sharing) e sul tema dell’accessibilità.Il miglioramento complessivo della qualità della vita é conseguibile mettendosi nell’ottica di migliorare l’accessibilità dei luoghi di interesse e dei servizi della città saldando indissolubilmente la sostenibilità ambientale con la mobilità e con la connettività. Continua »